Il DNA delle Discipline Analogiche

Le grandi scoperte – visione geniale e capace di interrompere schemi stagnati, sconvolgenti per il risultato che propongono – non avvengono mai a caso, ma sono una concreta conseguenza della necessita di trovare soluzione a un problema privo di una risposta soddisfacente: i disagi emotivi dell’uomo.

Il DNA di Stefano Benemeglio trova rispondenza in un preciso modello di grandi pensatori e scienziati, dettato dal desiderio di risolvere grandi problematiche dell’uomo. Per questo il pensiero di Stefano Benemeglio è considerato un enorme patrimonio culturale.

La critica osservazione del comportamento umano considerata in termini logici e in termini analogici, compiuta da Stefano Benemeglio in 50 anni di ricerche, ha posto una soluzione rivoluzionaria e radicale per il benessere della persona.

Una sua attenta osservazione e analisi degli elementi emozionali e affettivi della persona unitamente a elementi istintivi primordiali ha dimostrato quanto essi possano diventare energia sfavorevole divenendo potenti blocchi emotivi. Questi ultimi, per loro natura si auto-propagano durante tutta la vita con un meccanismo ciclico ed esponenziale, suscitando infelicità e persino generando sintomi e malattie.

Tale pensiero, sistematizzato con rigore scientifico e metodologico, ha portato alla costituzione di una nuova disciplina con categorie e sequenze operative proprie e ben distinte: le Discipline Analogiche. Ma anche una nuova figura professionale per la relazione d’aiuto, l’Analogista, e una nuova figura specializzata nella divulgazione di queste discipline, il Facilitatore Analogico.

L’Analogistaè un operatore altamente qualificato con competenze per la gestione della dimensione interiore – porta la persona ad immergersi profondamente nel proprio vissuto. Un geniale “viaggio nel tempo” su base matematica, al fine di ricordare da dove viene (passato rimosso), dove si trova (presente costante) e dove va (futuro rimosso), in modo da scomporre le tensioni emotive e somatiche, e produrne energia propulsiva per vivere in pace con se stessi.

Il DNA del pensiero benemegliano assume filosoficamente qui un valore culturale e morale per la salvaguardia dell’individuo: radicare il male per trasformarlo in amore. Si occupa sostanzialmente dei valori e della verità dell’essere umano  e consente una riflessione imparziale di alcuni fenomeni sociali, culturali della persona, rivelandone aspetti altrimenti nascosti.

Una filosofia, quella di Stefano Benemeglio, in grado di determinare una possente accelerazione nello sviluppo culturale e biologico evolutivo dell’essere umano. Gli studi di colui che cerca e trova una soluzione che permette un migliore adattamento dell’uomo all’ambiente, merita una diffusione, in abbondante misura, già fra i suoi contemporanei.

Le Discipline Analogiche Benemegliane sono insegnamento scientifico che va a rispettare le fondamentali condizioni di veridicità dell’uomo. Essa ribalta il male, la sofferenza e il dolore presente nella persona – alienazione e disagio di una società che declina il calore umano – con una nuova condizione di bene, salute e felicità.

Una eredità culturale che mira a diventare modello trasmissivo di un nuovo linguaggio emotivo per le generazioni future, con il compito di una popolazione sana e felice, in ogni luogo del mondo.

Indispensabile è la replicazione del pensiero benemegliano originario affinché lo stesso non si alteri nel tempo, allorché il suo DNA continui nella sua esatta rispondenza iniziale. Qualità necessaria per noi tutti promotori delle Discipline Analogiche.

One Response to “Il DNA delle Discipline Analogiche”


  • Ottima esposizione, ricca di di spunti di riflessione, specie personale nonchè professionale. Le discipline analogiche, con a capo, il Maestro Stefano Benemeglio, e l’UPDA della cara Pres. S.Stano, stanno “sfornando” e formando, da anni, i migliori professionisti e cultori nel campo del benessere olistico e tu, Domenico, ne sei un esempio. Complimenti

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