Fisioanalogia e fisiopatologia della sindrome di Takotsubo

Nell’ambito delle (numerose ma non spesso percepite) condizioni cliniche di natura medica che dimostrano una chiara correlazione, non solo clinica, tra il mondo emotivo e le conseguenze bio-anatomiche verificabili mediante chiare manifestazioni sintomatiche, ne esiste una che vale la pena di conoscere per le sue implicazioni fisiopatologiche, ovvero la sindrome di Takotsubo.

Parlando di fisiopatologia in questi casi bisogna intendere l’intricato crossing fra il mondo della Fisioanalogia Benemegliana e quello proprio della fisiopatologia medica. Esistono cioè territori che si embricano, a dimostrazione di quanto lo studio della fisiopatologia umana non dovrebbe prescindere dalle implicazioni fisioanalogiche: un mondo cioè dove il sintomo o la malattia riflettono un complesso sistema comunicativo analogico che, subdolamente o acutamente, riveste il ruolo di “noxa” patogena.

Tornando alla sindrome di Takotsubo, il nome riflette analogicamente la forma di uno strumento giapponese da pesca: le alterazioni cinetiche a carico del cuore coinvolgono preferenzialmente l’apice del ventricolo sinistro che, in concomitanza con l’ipercinesia dei segmenti basali dello stesso, assume una forma simile a quella di un cestello, il tako-tsubo, usato dai pescatori giapponesi per la cattura dei polpi.

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La sindrome, caratterizzata da disfunzione sistolica regionale acuta del ventricolo sinistro, è sempre correlata a stress psicofisico acuto (forti emozioni, paura, panico, spaventi, lutti), con una prevalenza nel sesso femminile in età post menopausale.

La condizione è stata identificata agli inizi degli anni ’90 come una nuova entità clinica, una cardiomiopatia con quadro di esordio tipico di quello di un Infarto Miocardico acuto, in considerazione delle tipiche alterazioni elettrocardiografiche e della sintomatologia d’esordio.

I sintomi includono dolore al petto, difficoltà di respirazione e improvvisa perdita di coscienza. Tipicamente la sintomatologia, le alterazioni elettrocardiografiche e biochimiche sono reversibili con diverse modalità cronologiche. La sindrome ha un’incidenza nella popolazione generale di 1/36.000.

A differenza delle sindromi arteriose coronariche acute, i pazienti affetti da Takotsubo non presentano malattie arteriose coronariche non ostruttive o non vengono riconosciuti con l’angiografia. Le complicazioni più comuni sono lo shock cardiogeno e l‘occlusione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, l’ictus e la formazione di un trombo atipico. La terapia è sintomatica e di supporto, e deve basarsi sulla somministrazione di farmaci beta-bloccanti (inibitori del sistema nervoso simpatico), inibitori dell’enzima angiotensina-convertasi, aspirina e diuretici. Se vengono instaurate misure adeguate nella fase acuta della malattia, in poche settimane è possibile ottenere un recupero completo. Anche se l’evoluzione di regola non causa problemi, può occasionalmente essere complicata dalla rottura del ventricolo sinistro, che è causa di morte improvvisa.

Data la rarità della situazione, le casistiche attuali sono generalmente limitate. La mia esperienza clinica mi ha permesso, dal 2010 in poi, di raccoglierne 12 casi (11 donne, 1 uomo, età media 57.8 anni).

In tutti i 12 soggetti, in fase di convalescenza, è stata raccolta l’anamnesi fisioanalogica mediante il Test Analogico di Personalità (T.A.P.) secondo il metodo di Stefano Benemeglio. Un dato di assoluto interesse è stato il rilievo in tutti i casi di una conflittualità o ex conflittualità paterna (Ego F 10, genitoriali 2). Questo dato trova ulteriore rilievo nella constatazione del significato simbolico del ventricolo sinistro, chiaro riferimento alla simbologia Asta (ventricolo muscolare, di forma allungata conoide, con funzione di pompa eiettiva in quanto il ventricolo destro ha funzione di accoglienza, corredato di ampia massa muscolare).
Nei pazienti studiati il fatto emotivo scatenante è stato sempre individuato mediante opportuna indagine ipnotica, in relazione analogica ad un antefatto emotivo in correlazione a interventi della figura paterna o di figure significative con atteggiamenti paterni, generalmente strutturando problemi di libertà o di coscienza ex libertà.

Un ulteriore aspetto fisiopatologico e fisionalogico è rappresentato dall’iperattivazione del sistema neurovegetativo simpatico. In condizioni di equilibrio esiste un equilibrio in alternanza nel funzionamento del sistema neurovegetativo (simpatico e vagale parasimpatico): il sistema simpatico viene massivamente attivato nel caso di reazioni “flight or fight”, mentre il sistema vagale viene attivato in condizioni di “freezing” (vago dorsale) o di socialità, a dimostrazione di un ulteriore meccanismo binario nel funzionamento della mente istintuale (in questo caso rettiliana secondo i concetti di Mc Lean relativi alla mente triadica).

La sindrome di Takotsubo si verificherebbe quindi, dal punto di vista fisioanalogico e fisiopatologico, in soggetti con predisposizione dovuta ad una specifica connotazione simbolica della mente paleoencefalica emotiva (conflittuali o ex conflittuali paterni), con un problema di libertà o di coscienza ex libertà in atto, la cui reazione ad uno stress acuto emotivamente adeguato coinvolga una intensa attivazione della mente istintuale rettiliana spostando l’equilibrio neurovegetativo sul versante della iperattivazione simpatica (flight or fight) con la conseguente iperincrezione acuta di mediatori biochimici ed ormonali di tipo cardioeccitatorio (adrenalina, noradrenalina) con “stunning” del miocardio del ventricolo sinistro apicale, dilatazione ed assunzione della caratteristica forma a cestello. Come sempre, l’attivazione della comunicazione simbolica che rifletta la conflittualità paterna si manifesta in questi soggetti con la “scelta” centrale dell’organo bersaglio (ventricolo sinistro).

Altra considerazione a ponte tra Fisioanalogia e fisiopatologia sta nella presenza inevitabile di ischemia ovvero di insufficienza di apporto di sangue coronarico in presenza di elevate esigenze metaboliche del ventricolo sinistro (indotte dallo stato di ipersimpaticotonia).

Anche il significato simbolico delle arterie coronarie entra nella valutazione fisioanalogica della sindrome. Le coronarie trasportano ossigeno e nutrimenti prevalentemente al ventricolo sinistro con un chiaro riferimento simbolico all’apparato psico-energetico paterno. La situazione di ischemia della sindrome di Takotsubo si riferisce ad un insufficiente apporto a fronte di elevate richieste, configurando una classica situazione di padre energeticamente assente ed implicando alcune considerazioni rispetto alla distonia di base (dell’avere) di questi individui.


Il Dott. Roberto Baglini  un docente UPDA che vive ed opera in Brasile. Clicca sul nome per conoscerlo meglio.

 

One Response to “Fisioanalogia e fisiopatologia della sindrome di Takotsubo”


  • Grande il nostro Super Doc. Leggendo questo tuo studio, oltre l’indubbia qualità, appare evidente come gli studi e ricerche del nostro caro Maestro Benemeglio, trovano applicazione specie in ambito clinico. Complimenti a te che con la tua preparazione e la dedizione per il delicato lavoro di “curandero” che svolgi con passione, sei un faro per la medicina che cura il corpo e l’anima, degno successore di Ippocrate. Ti abbraccio.

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